La mia seconda casa
Raccontare in poche righe la mia esperienza in Malawi è veramente difficile. Farlo riuscendo a coinvolgere emotivamente il lettore lo è ancora di più, perché certe sensazioni ti nascono dentro senza che tu riesca a tradurle in parole che le possano descrivere.
È dal 1994 che ogni estate trascorro le mie ferie in questo piccolo stato del continente nero, “il cuore caldo dell’Africa”, come è stato ribattezzato , forse per renderlo più appetibile agli occhi dei turisti. Dopo due anni trascorsi a Balaka presso i padri monfortani, dal 1996 sono sempre stato a Mikoke, un piccolo villaggio nella parte centro-meridionale del Paese, non molto distante da Balaka stessa, ospite della casa di formazione delle Suore delle Poverelle dell’Istituto «Beato Luigi Palazzolo» di Bergamo, diretta con caparbietà da Suor Mariangela Medolago, originaria di Torre Boldone ma da 21 anni in Malawi.
Saluto agli “alendo”
Mikoke, 23 agosto 2007
Carissimi,
voglio approfittare di questo momento per ringraziarvi di essere venuti.
Avete lasciato i vostri cari per darvi al popolo del Malawi. Avete rinunciato al riposo per stare e lavorare con noi malawiani. Avete rischiato la vita per amore.
Per diversi anni siete venuti senza stancarvi, prima con un piccolo gruppo che è cresciuto lungo gli anni.
Penso a Kambala, una bella chiesa per la quale avete sudato, per dare ai cristiani la possibilità di lodare e glorificare il Signore in un posto adeguato: chi vi ha dato la volontà, la forza, la protezione?
Penso a Bamba e penso alle energie impiegate. Avete dimostrato di avere cuori umili e semplici. Avete lavorato tra la gente locale come se fosse il vostro popolo, come se fossero i vostri fratelli.
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