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2008, scatta l’operazione «Matumba»

Il 2008 è cominciato da pochi mesi, ma la macchina organizzativa della solidarietà non conosce pausa. Già da parecchio tempo, infatti, io e gli amici del “gruppo Plebani” ci stiamo dando da fare per preparare al meglio l’ennesima trasferta estiva in Malawi, l’ultima delle quali ho avuto il grande piacere di raccontarvi sulle pagine del precedente numero del bollettino parrocchiale.

Mentre vi scrivo il mese di febbraio volge al termine, e proprio in questi giorni stiamo caricando di materiale l’ultimo dei quattro container che fra qualche settimana prenderanno la via dell’Africa. Si tratta di prodotti di carpenteria metallica, di coperture, di lamiere, di impalcature, di mobili da arredamento, di attrezzi e strumenti da lavoro, di materiale di consumo e di ricambio e anche di generi alimentari a lunga conservazione. Tutto deve giungere a destinazione prima del nostro arrivo in Malawi, previsto come sempre per la fine di luglio. Si capisce perciò come sia importante la fase di programmazione degli interventi che si andranno ad eseguire, e come meticolosa e accurata debba essere la preparazione dei materiali, non di rado affiancata anche de vere e proprie simulazioni di montaggio, perché una volta sul posto il colpo di genio di qualcuno è spesso l’unica arma di cui si dispone per risolvere gli eventuali problemi o difetti che si dovessero riscontrare.

Il 2008 è l’anno di Matumba, un piccolo villaggio al confine con il Mozambico che non è raggiunto nemmeno dalla rete elettrica, decisamente distante da Mikoke – il nostro “campo-base”, dove ha sede la casa di formazione delle Suore delle Poverelle gestita da suor Mariangela Medolago – tant’è che dovremo stabilirci lì per tutto il tempo necessario a completare il lavoro.

A Matumba è stata di recente costituita una nuova parrocchia e le Poverelle hanno progettato la realizzazione di una nuova missione. Negli ultimi mesi operai del posto hanno gettato le fondamenta dell’intera struttura – nella più classica forma quadrata, con al centro un piccolo brolo – e ultimato le mura. Il nostro intervento sarà limitato alla realizzazione della copertura dell’intero edificio, che comprende otto stanze da letto, una cucina, una refettorio, un salone e un garage, oltre ad una cappella con annessa sacrestia. Non è un lavoro facile: quattro settimane non sono poi molte, e in Africa anche gli imprevisti più piccoli sono difficili da gestire, poiché non si hanno a disposizione gli strumenti, i macchinari e le competenze che qui abbondano. Però abbiamo l’ambizione di riuscirci anche questa volta: se così non fosse non avremmo nemmeno pensato per la cappella di Matumba un tetto bianco che è alto quasi quanto la cappella stessa e con una croce sulla sommità che sarà visibile da molto lontano, per testimoniare a tutti che anche in questo piccolo e sperduto angolo di Africa è passato Cristo, con amici bergamaschi al seguito.

23 Aug 08 | Matumba
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